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Campus a Madrid 2011
Marta Filetti Tutto è iniziato da una riunione per una vacanza studio in Spagna organizzata dai Fratelli delle scuole Cristiane. Ero entusiasta, perché sapevo che la mia famiglia mi avrebbe fatto partecipare a questa avventura accompagnata dalla mia maestra Adelaide. I miei genitori, dopo aver ascoltato la mia spiegazione, hanno deciso di farmi partire per Madrid per approfondire la lingua spagnola. Il giorno della partenza avevo le lacrime agli occhi perché dovevo lasciare la mia famiglia per un po' ma sapevo che potevo superare tutte le mie paure e scatenarmi come solo io sono in grado di fare. Arrivata al campus a Madrid, ho fatto subito conoscenza con tutti i ragazzi che, sin dal primo momento, sono stati dolci ma soprattutto simpatici. La cosa che mi ha colpito è che eravamo totalmente circondati dalla campagna. Le stanze erano bizzarre, i letti a castello si trovavano in un lungo corridoio, alla fine c'era il bagno. Cominciavamo la giornata con la colazione, andavamo a lavare i denti e prendevamo l'occorrente per lo studio. Ci recavamo in una sala dove ripetevamo le preghiere in spagnolo e in italiano, subito dopo andavamo a lezione. Ogni giorno conoscevo persone nuove con cui giocavo e mi divertivo. Il pomeriggio, con gli insegnanti, facevamo laboratori e giochi sempre diversi; per concludere il divertimento un bel tuffo nell'acqua ghiacciata della piscina. Spesso ci svegliavamo presto per andare in gita a Madrid a visitare musei, parchi e monumenti. Gli ultimi giorni mi hanno un po' intristita perché dovevo lasciare il campus. Ho continuato a parlare spagnolo fino all'aeroporto di Roma perché, accanto a me, c'era una famiglia di spagnoli che mi chiedeva il significato di alcune parole italiane. Questa vacanza mi ha fatto diventare più automa e responsabile. Non dimenticherò mai tutti i ragazzi che ho conosciuto e spero che loro non dimenticheranno me.
Prof.ssa Adelaide Torchia L’esperienza del campus in Spagna nel mese di luglio, durata due settimane, mi ha arricchito come persona e come insegnante. È stato molto costruttivo conoscere gli altri insegnanti di lingua spagnola che operano nelle varie scuole lasalliane distribuite in tutta Italia. Con loro mi sono confrontata e abbiamo collaborato giornalmente in un clima di amicizia sincera. Ho avuto modo di assistere al lavoro dei monitores, gli animatori spagnoli che hanno organizzato il tempo libero dei nostri ragazzi, e ho appreso anche da loro. I protagonisti, però, sono stati proprio loro, i nostri ragazzi. Ho conosciuto in modo più approfondito i nostri alunni, ho interagito con gli alunni delle altre scuole lasalliane e tutti abbiamo notato, sin da subito, l’unione che si è creata tra loro formando un unico, grande gruppo che si è amalgamato in pochissimo tempo. È stato emozionante vedere l’entusiasmo dei ragazzi nel trovarsi, finalmente, a Madrid: percorrere con loro il centro della città con il naso all’insù cercando di scattare quante più foto è possibile per non tralasciare nulla, sentirli autonomi nel parlare e comprendere la lingua. I tre ragazzi del San Luigi, pur essendo i più piccoli del gruppo, si sono distinti per educazione, resistenza, partecipazione e indipendenza. Tutti li hanno lodati ed io sono stata orgogliosa di loro dal primo all’ultimo giorno insieme.
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